Diversità

L’intento è chiaro: uniformare le persone facendogli leggere le stesse notizie con identico “taglio”, fargli mangiare lo stesso cibo, vedere gli stessi film e format televisivi, ascoltare la stessa “musica”, rimpinzarla di slogan mondialisti arcobaleno, che addomesticano le menti fino a convincerle addirittura dell’assurdo, ovvero che siamo tutti uguali senza differenze di sesso, razza, cultura. Il risultato: consumatori e non individui, disposti ad acquistare gli stessi prodotti, eliminando alla base ogni legittima conflittualità e costringendoli a vivere in una piatta miseria senza reali emozioni. L’insistenza odierna sul far indossare inutili (dal punto di vista sanitario) pezze facciali non è una assurdità, ma un passo ulteriore verso la spersonalizzazione, nascondendo così la mimica facciale che esprime emozioni e base dell'empatia tra esseri umani.

La diversità, i confini, le appartenenze non sono “il problema” ma sono una ricchezza che va coltivata. L'altro, il diverso, non è per forza un nemico ma è una ricchezza inestimabile che nella sua diversità ci permette di coltivare una nostra individualità, da sperimentare nella magia della relazione dalla quale scaturiscono sentimenti quali amore e odio, attrazione e repulsione che non sono né giusti né sbagliati ma sono la vita.  

m.m.

alessandra quattordio